Noleggio di barche Destinazioni Grecia

PREZZI ATTRAENTI

Nessuna spesa di prenotazione - Risparmiate, Miglior prezzo garantito!

PREAVVISO E RECENSIONI ATTUALI

Più di 15.000 recensioni ed i punteggi redatti da clienti effettivi per 20 anni !

AL VOSTRO BENESSERE

Il nostro team vi guiderà prima, durante e dopo la vostra crociera

Grecia

Qual'è il vostro stile di barca?

Alcuni esempi tra le nostre 317 258 offerte

Sabrina

Il vostro specialista Grecia

02 40 70 80 95

Ottenere un preventivo immediato
* Rispetto della privacy: Filovent pratica una politica di rigoroso rispetto della confidenzialità dei vostri dati,
  conformemente al legge nº78-17 del 6 gennaio 1978 relativo all'informatica, agli schedari ed alle libertà,
La nostra opinione

La nostra opinione

Vi piacerà

  • le numerose isole e isolotti, ognuno con i suoi villaggi tipici e taverne,
  • il blu onnipresente che contrasta con il verde della costa mediterranea,
  • l'aspetto culturale
  • il vento, forte o dolce, secondo la regione di navigazione scelta.
Da scoprire

Da scoprire

Con le sue rovine di un passato leggendario e con la sua terra che si fonde con il mare, la Grecia emana un profumo pieno di sale e sole.

Ogni appassionato di barca, troverà il meglio in questo paese di 5000 isole, il cui nome è sinonimo di mare e vela. Con un clima ideale nove mesi l'anno, da marzo a novembre, il noleggio di una barca in Grecia è la scelta perfetta per una crociera!

Con numerosi porti turistici e basi lungo tutta la costa, la Grecia offre una gamma unica nella scelta dei velieri e itinerari, secondo i vostri desideri di navigazione sportiva o tranquilla. In Grecia è 'anche possibile noleggiare una goletta, una checchia, una giunca, o un caicco. L'area di navigazione può essere suddivisa in quattro zone distinte: la Cicladi, le isole del Mar Ionio, le Sporadi e il Dodecaneso.

Informazioni essenziali per il vostro viaggio
Grecia


Ecco un riassunto delle informazioni importanti da sapere assolutamente prima di partire verso il paese

Denaro

La moneta nazionale è l'euro. Potrete utilizzare dovunque carte bancarie e traveler's check.
 
Banche
Attenzione, in tutta la Grecia, le banche sono generalmente aperte solamente dalle 8 h 30 alle 13 h 30-14 h.  Sono chiuse, quasi dovunque, il sabato, domenica e giorni festivi.
 
Cambio
Non cambiate mai  denaro negli uffici turistici: prendono una commissione molto elevata.
Numerosi sono uffici di cambio nelle città, aperti per la maggior parte tutti i giorni e fino abbastanza tardi la sera. Tasso equivalente a quello delle banche, ma commissione più elevata.
 
Costo della vita
Non si può nascondere che i prezzi in Grecia, Europa obbliga, tendono poco a poco a raggiungere i prezzi praticati nel resto dell'Europa. À il caso nella professione alberghiera, uniche le camere dall'abitante rimangono ancora proprio a buon mercato. Per l'alimentazione, i prezzi al dettaglio sono molto variabili;  i ristoranti popolari restano ancora molto accessibili. 

Informazioni pratiche

Passaporto / Visto
 
Dall'entrata della Grecia nel 1981 in seno all'unione europea, vi basta presentare la vostra carta di identità o il vostro passaporto alla frontiera. Gli svizzeri e gli abitanti del Quebec non hanno bisogno di visto per un soggiorno di una durata inferiore a 3 mesi.
Salute
 
Nessuno vaccino è richiesto.
Elettricità
 
La corrente è di 220 Volt dovunque.

Informazioni utili

Capitale : Atene
Moneta : Euro
Superficie :
Popolazione : 10 900 000 Abitanti
Densità : 83 Ab/km²
Fuso orario : GTM +2
Capo di stato : Karolos Papoulias

Popolazione

Demografia

Sulla base del censo del 2001, la Grecia ha una popolazione di 10.964.020 abitanti. Di questi, il 58,8% vive nelle aree urbane, mentre solo il 28,4% in quelle rurali. Ben 5 milioni di greci vivono nelle due maggiori città, Atene e Salonicco. Sebbene la popolazione continui a crescere, la Grecia affronta oggi un serio problema demografico: per la prima volta, nel 2002, il numero dei decessi ha superato quello delle nascite.

Etnie
Aree con presenze tradizionali significanti di minoranze linguistiche in Grecia.

In seguito al Trattato di Losanna del 1923, le popolazioni musulmane nella regione della Tracia occidentale non furono oggetto del massiccio scambio di popolazioni tra Grecia e Turchia previsto dall'accordo.

Musulmani di etnia turca, musulmani bulgarofoni e rom musulmani furono fatti confluire nella cosiddetta minoranza musulmana di Grecia. In base al censimento del 1991, la "minoranza musulmana di Grecia" conta 97.604 persone, pari allo 0,95% della popolazione totale della Grecia, e al 28,88% della popolazione nella regione della Tracia. I Karamanlides sono una popolazione di lingua turca ma di religione cristiano ortodossa.

Lingue

La lingua ufficiale è il greco parlato dalla maggioranza della popolazione.Nella Tracia greca ci sono minoranze Turche e Bulgare.Altre minoranze sono quella Albanese(la più numerosa) e nelle zone di confine con la Macedonia è presente un dialetto slavo.

Religioni

La religione più diffusa è quella cristiana ortodossa ed i rapporti tra lo Stato e la Chiesa sono regolati dall'articolo 3 della Costituzione Greca dove detta fede viene definita "predominante". A dichiararsi cristiani ortodossi è il 97,5% della popolazione greca. La Costituzione inoltre garantisce libertà di religione.

Sono inoltre presenti minoranze religiose storiche musulmane, ebraiche, cattoliche (sia di rito bizantino che di rito romano)..

licence GFDL - Cronologia - Noleggio barche Grecia

Geografia

La Grecia è formata dalla parte finale della penisola balcanica e da 2000 isole situate nei mari Ionio ed Egeo.

* Superficie:131.957 km²
* 15.021 km di coste e 1.500 isole.(106.778 km². terraferma - 25.166 km² isole - pianura 20%).

La Grecia confina a Nord-Ovest con l'Albania, a Nord con la Repubblica di Macedonia e la Bulgaria e a Nord-Est con la Turchia. La lunghezza totale dei confini terrestri è di 1.215,5 Km.

Isole
Le isole greche sono: Isole,Creta,Rodi,Dodecaneso,Eubea,Sporadi e le Grandi Egee:Lemnos,Lesbo,Kios e Samos.

Coste

Lo stato greco si affaccia in gran parte sul mare e non esiste parte del territorio nazionale che disti più di 137 Km dalla costa. La conformazione delle coste è piuttosto irregolare con numerose frastagliature, tra le quali spiccano i golfi di Corinto ed Egina, (divisi dall' Istmo di Corinto), Patrasso, Salonicco, Messenia, Laconia, Argolide, Cassandra, Hagiu òrus e diOrfani. La parte continentale della Grecia è formata da un insieme di penisole, quali la penisola Calcidica, dell'Attica e del Peloponneso. La costa ionica è bassa e paludosa. Quelle egee e meridionali, invece, sono alte e rocciose. In Grecia ci sono tanti monti alcuni sono:il monte Olimpo,il monte Taigeto,il Parnaso ecc... Come fiumi abbiamo:L'Aliàkmon e L'Akeloo.La lingua ufficiale è il greco parlato dal 90,5% della popolazione. 1.000.000 di albanesi.

Monti principali

-Monti Acarnaniani -Aenos -Agia Dynati nell'isola di Cefalonia -Agkistro
-Aigaleo o Egaleo -Arachnaia -Monti Artemissio -Aroania o Chelmos
-Askio -Attavyros

Pianure

Essendo il territorio greco prevalentemente montuoso, ovviamente le pianure sono scarse. La pianura più importante è composta dal bacino pianeggiante della Tessaglia, seguito da quello della Macedonia; le più piccole sono costiere.

Tessaglia: La Tessaglia è una delle 13 regioni amministrative della Grecia.(14.037 km², 731.000 ab.). Il suo capoluogo è Larissa.

La regione è delimitata ad ovest dalla catena montuosa del Pindo, a nord dal massiccio dell'Olimpo, e ad est dal Mare Egeo ove si prolunga nella penisola del Pelio.(14.037 km², 731.000 ab.). L'economia si basa sull'agricoltura (cotone, tabacco, agrumi, olive) e sull'estrazione di minerali (giacimenti di cromite).

Macedonia: La Macedonia è una regione della Grecia, che si estende per 34.231 km² ed ha 2.625.681 abitanti. Il suo nome ufficiale in lingua greca.

Per capire meglio la storia della Macedonia, basta pensare al regno macedone di Filippo il Grande, inventore della famosa falange macedone, che sottomise le città stato greche, il figlio Alessandro Magno fondò l'Impero Macedone, conquistando il territorio che era stato dell'Impero Persiano, nemico mortale della civiltà greca. Per approfondire:Geografia

La regione è suddivisa in 3 regioni amministrative chiamate "periferie" (perifereies), a loro volta ulteriormente suddivise in 13 "prefetture" (nomoi):

* Periferia della Macedonia Occidentale
* Periferia della Macedonia Centrale
* Periferia della Macedonia Orientale e Tracia
A queste si aggiunge la regione autonoma del Monte Athos.

Salonicco, è la città capoluogo della Macedonia greca e della regione UE della Macedonia Centrale, equivalente alla periferia greca. Il simbolo di Salonicco è La Torre Bianca.

Fiumi

I fiumi più importanti sono:
l'Achelòos,Aliakmonas,Peneiòs,Axios,l'Arachthos,Alfeiòs,Evròtas,Marizza o Hebros,Penelos,Mestae.

Laghi

* Lago Trichonida 96 Km².
* Lago Volvi 70 Km².
* Lago Vegoritis 54 Km².
* Lago di Prespa 39 Km². (parte greca, totale 3,28 Km²)

licence GFDL - Cronologia - Noleggio barche Grecia

Storia

a regione geografica italiana fu unita politicamente per la prima volta in epoca romana con la Repubblica romana (509-27 a.C.), ma il carattere imperiale delle conquiste effettuate nei secoli seguenti da Roma e dai socii italici finì per snaturare il carattere nazionale che la regione geografica italiana stava acquisendo sul finire del I secolo a.C..

L'unione politica della regione geografica italiana realizzatasi in epoca romana termina nel 476 d.C con la fine dell'Impero romano d'Occidente (anno in cui per convenzione viene anche fatta terminare l'Antichità e iniziare il Medioevo). Nel 476 d.C. il re degli Eruli, Odoacre, ultimo di una lunga schiera di condottieri germanici che nel periodo di decadenza dell'Impero romano d'Occidente avevano condotto le proprie orde in territorio italico, depone infatti l'ultimo imperatore d'occidente, Romolo Augusto.

A partire dal 493 d.C., con il Regno ostrogoto, si realizza di nuovo l'unità politica della penisola italiana. Il Regno ostrogoto fu la prima di tante occasioni mancate nel Medioevo per affermare anche nella regione geografica italiana un processo di formazione di coscienza nazionale come già era avvenuto in altri Paesi europei. A partire dal 535 d.C., e fino al 553 d.C., la penisola italiana è infatti teatro della guerra gotica che vede l'imperatore d'Oriente Giustiniano I deciso a conquistare il Regno ostrogoto, il cui territorio nel secolo precedente era stato dell'Impero romano d'Occidente. La conquista della penisola italiana da parte di Giustiniano I fu completata solo nel 553 a.C. con la sconfitta definitiva degli Ostrogoti e l'annessione di tutto il territorio del Regno ostrogoto all'Impero romano d'Oriente. Il conflitto si protrae quindi per quasi un ventennio e devasta l'intera penisola italiana, tanto da portarla a una grave crisi demografica, economica, politica e sociale.

A partire dal 553 d.C. la penisola italiana è quindi di nuovo unita politicamente, sotto l'Impero romano d'Oriente, ma anche questa unione politica è destinata a durare poco. Gli anni della dominazione dell'Impero romano d'Oriente sono funestati, oltre che da un aggravamento delle condizioni di vita dei contadini a causa della forte pressione fiscale, anche da una terribile pestilenza che spopola ulteriormente la penisola italiana tra il 559 d.C. e il 562 d.C.. La penisola italiana, indebolita e impoverita, non ha quindi la forza di opporsi a una nuova invasione germanica, quella dei Longobardi capeggiati da Alboino. Tra il 568 d.C. e il 569 d.C. i Longobardi, spesso appoggiati dalla popolazione esasperata dalla fiscalità bizantina, occuparono gran parte delle penisola italiana centro-settentrionale. Tali territori, detti Langobardia Major, costituirono il nucleo del Regno longobardo, ma contingenti germanici in seguito si spingono anche nella parte meridionale della penisola italiana dove costituirono la Langobardia Minor.

Con l'invasione longobarda la penisola italiana viene suddivisa in due grandi zone d'influenza, una loggobarda ed una bizantina, e perde così un'unità politica che non ritroverà più per molti secoli a venire, fino al 1861 con la nascita del Regno d'Italia, primo Stato con cui si realizza l'unità nazionale della nazione italiana.

Non fu quindi l'unità politica della regione geografica italiana in epoca romana, né quella della penisola italiana nei decenni subito seguenti, a far nascere il sentimento nazionale italiano. L'unità politica della nazione italiana fu al contrario la meta di un sentimento nazionale che si inizia ad osservare per la prima volta in epoca napoleonica con l'arrivo nella penisola italiana delle truppe napoleoniche[5] (anno 1796).

Il primo accenno esplicito di sentimento nazionale italiano, rimasto del tutto inascoltato, si può individuare al termine dell'epoca napoleonica, nel Proclama di Rimini,[6] con cui Gioacchino Murat, il 30 marzo 1815 durante la guerra austro-napoletana, rivolge un interessato appello a tutti gli italiani affinché si uniscano per salvare il Regno di Napoli posto sotto la sua sovranità, unico garante della loro indipendenza nazionale contro un occupante straniero.

Il periodo della storia d'Italia in cui l'affermarsi di una coscienza nazionale italiana porta all'unità politica e quindi alla definitiva affermazione della nazione italiana è detto Risorgimento. Tale periodo, a conclusione del quale si ha la definitiva affermazione della nazione italiana, è un lungo processo che occupa un arco temporale di vari decenni e che, come detto, si conclude nel 1861 con la nascita del Regno d'Italia sotto la dinastia di Casa Savoia.

Le personalità coinvolte in tale processo furono molte, ma quattro spiccano su tutte: Giuseppe Mazzini, figura eminente del movimento liberale repubblicano italiano ed europeo; Giuseppe Garibaldi, repubblicano e di simpatie socialiste, per molti un eroico ed efficace combattente per la libertà in Europa ed in Sud America; Camillo Benso conte di Cavour, statista in grado di muoversi sulla scena europea per ottenere sostegni, anche finanziari, all'espansione del Regno di Sardegna; Vittorio Emanuele II di Savoia, abile a concretizzare il contesto favorevole con la costituzione del Regno d'Italia.

licence GFDL - Cronologia - Noleggio barche Grecia

Simboli dello stato

Tricolore italiano

Il primo tricolore italiano nasce il 7 gennaio 1797 a Reggio nell'Emilia come bandiera della Repubblica Cispadana proposto da Giuseppe Compagnoni.

Come altre bandiere, anche l'italiana si ispira alla bandiera francese introdotta con la rivoluzione del 1789. Quando le armate napoleoniche attraversarono l'Italia, nel 1796, sia le varie neonate repubbliche giacobine, sia i reparti militari che affiancavano l'esercito di Napoleone adottarono bandiere simili. La scelta dei colori si deve probabilmente ai vessilli della Legione Lombarda nei quali il bianco e il rosso del comune di Milano si affiancavano al verde delle divise della Guardia civica milanese. Gli stessi colori, vennero adottati anche dalla Legione Italiana, composta da soldati provenienti dall'Emilia e dalla Romagna. A Reggio nell'Emilia, che si fregia del titolo di città del tricolore, è esposto il primo vessillo tricolore, risalente al 1797.

Dopo il Congresso di Vienna, e la Restaurazione il tricolore rimase come simbolo di libertà e venne utilizzato nei moti rivoluzionari del 1831 e del 1848. Fu proprio in quest'anno, con l'annuncio della Prima guerra di indipendenza che Carlo Alberto di Savoia adotta per le sue truppe un vessillo composto dalla bandiera italiana, recante al centro lo stemma dei Savoia bordato di azzurro. Questa bandiera diverrà, a partire dal 14 marzo 1861 la bandiera del Regno d'Italia, anche se la legge che definisce la forma esatta della bandiera arriverà solo nel 1923.

Con la fine della seconda guerra mondiale e la proclamazione della Repubblica, la bandiera italiana perde lo stemma del Savoia e assume la foggia odierna. L'importanza di questo passaggio è testimoniata dall'inserimento nella Costituzione di un articolo - il 12 - compreso tra i principi fondamentali ad esso dedicato: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni".

Emblema della Repubblica

L'emblema ufficiale della Repubblica Italiana è quello approvato dall'Assemblea costituente nella seduta del 31 gennaio 1948 e promulgato dal presidente della Repubblica Enrico De Nicola il successivo 5 maggio. Il bozzetto iniziale fu realizzato dall'artista Paolo Paschetto, vincitore dei due concorsi pubblici indetti nel 1946 e nel 1947, cui parteciparono complessivamente circa 500 candidati con oltre 800 bozzetti.

La sua definizione formale è riportata nello schema a lato.

La stella bianca a cinque punte, facente, inoltre, riferimento a Dante, è stata la tradizionale rappresentazione simbolica dell'Italia sin dall'epoca risorgimentale; nell'emblema repubblicano essa è sovrapposta a una ruota dentata d'acciaio, simbolo del lavoro su cui si basa la Repubblica (articolo 1 della costituzione) e del progresso. L'insieme è racchiuso da un ramo di quercia, che simboleggia la forza e la dignità del popolo italiano, e da uno di ulivo, che rappresenta la volontà di pace della nazione.

Pur identificato spesso come stemma della Repubblica Italiana, tecnicamente non si tratta di uno stemma in quanto è privo dello scudo, che ne costituisce una parte essenziale secondo la definizione araldica (al contrario di altre decorazioni come corone, elmo o rami che non sono essenziali). Per questo risulta più corretto riferirvisi con il termine di "emblema della Repubblica Italiana".

Inno nazionale

L'Inno di Mameli, conosciuto anche come "Fratelli d'Italia", dai primi versi - o più precisamente, Il Canto degli Italiani - è dal 12 ottobre 1946 l'inno nazionale italiano, in modo provvisorio. Il 17 novembre 2005 il Senato aveva approvato in prima lettura un progetto di legge volto a renderlo definitivo, ma alla Camera il provvedimento non fu più votato e l'Inno di Mameli rimane tuttora come inno italiano provvisorio. Il testo fu scritto nell'autunno 1847 da Goffredo Mameli; la musica è di poco successiva e fu composta da Michele Novaro.

Dopo la proclamazione della Repubblica ha sostituito La canzone del Piave adottata dal governo provvisorio italiano dopo l'8 settembre.

Durante il Regno d'Italia era in vigore la Marcia Reale, che dopo l'Unità d'Italia aveva sostituito l'inno del Regno di Sardegna: S'hymnu sardu nationale.

Nel corso degli anni Novanta è stata talvolta ventilata l'ipotesi di sostituire Il canto degli Italiani con il Va, pensiero (celebre aria dall'opera lirica Nabucco) di Giuseppe Verdi come inno rappresentativo della nazione italiana.

Stendardo presidenziale

Stendardo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il nuovo stendardo, introdotto il 9 ottobre 2000 dal Presidente Ciampi, richiama i colori della bandiera nazionale, con riferimento particolare alla bandiera della storica Repubblica Italiana del 1802-1805; la forma quadrata e la bordatura azzurra simboleggiano le Forze Armate, comandate dal Presidente.

Stendardo del Presidente del Consiglio dei Ministri

Dal 2008, dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, viene adottato anche lo stendardo personale del Presidente del Consiglio, che è tutto blu con due ordini di strisce dorate, i bordi dello stesso colore e al centro il tradizionale simbolo della Repubblica, la stella su ruota dentata con rami di quercia e d'ulivo.

Bandiere navali

Nel 1947 oltre alla bandiera nazionale vennero definite anche la bandiera usata dalla marina mercantile, che reca sulla banda bianca uno stemma nei cui quadranti compaiono gli stemmi delle quattro repubbliche marinare (Venezia, Genova, Pisa e Amalfi); e quella della Marina Militare, nella quale lo stemma è sovrastato da una corona navale, cioè una corona turrita e rostrata.

Un'altra differenza è che nella bandiera della Marina Militare il leone di san Marco (simbolo di Venezia) ha il libro chiuso, la coda alzata e regge una spada (come nella bandiera di guerra della Repubblica di Venezia).

licence GFDL - Cronologia - Noleggio barche Grecia

Economia

A partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, l'Italia ha conosciuto profondi cambiamenti economici.

Il progressivo ridimensionamento del settore primario (agricoltura, allevamento, pesca) a vantaggio di quello industriale e terziario (periodo noto come il boom economico) si è accompagnato a massicce migrazioni, dal Meridione del Paese verso le aree industriali del centro-nord, ed oggi anche dall'estero. La fase di industrializzazione è arrivata a compimento negli anni ottanta, quando è incominciata la terziarizzazione dell'economia italiana, con lo sviluppo dei servizi bancari, assicurativi, commerciali, finanziari e della comunicazione, fino a quel momento rimasti quasi atrofizzati o chiusi entro un quadro giuridico asfittico.

Attualmente l'economia italiana è classificata come la settima al mondo per prodotto interno lordo, la quinta per commercio con l'estero e l'ottava a parità di potere d'acquisto (PPP). Anche l'Italia è un Paese industrializzato, sebbene con caratteristiche sue proprie che lo rendono assai diverso dalla media degli altri Paesi del G8, dell'Unione Europea e dell'OCSE.

Di recente l'industria italiana è stata messa sotto pressione dalla crescita delle cosiddette economie emergenti, soprattutto quelle dell'Asia, che proprio in questi settori hanno beneficiato di un consistente aumento della quota di mercato,e che visto il loro vantaggio a livello di costi della manodopera,possono essere battute solo dalla qualità, qualità non così presente come si pensa nelle medio-piccole industrie, anche per difficoltà di queste nel fare ricerca.

Se questo può costituire un problema per la competitività dell'Italia, tuttavia molti economisti concordano nell'identificare le principali difficoltà per l'economia italiana soprattutto nell'enorme debito pubblico accumulato a partire dagli anni settanta fino ai primi anni novanta e nella struttura del suo sistema previdenziale. Quest' ultimo problema è aggravato anche dal fenomeno del calo demografico, particolarmente forte negli ultimi decenni del secolo XX.

Altri punti deboli dell'Italia sono l'eccessivo peso fiscale(derivante in gran parte dal debito), la frammentazione delle attività economiche, una certa arretratezza tecnologica e gli squilibri territoriali.

* 1 Settore primario: agricoltura, allevamento, pesca, estrazione
* 2 Settore secondario: industria, edilizia, artigianato
* 3 Settore terziario: servizi, finanza, turismo
* 4 Commercio estero
* 5 Finanza pubblica
* 6 Lavoro
* 7 Note
* 8 Voci correlate
* 9 Collegamenti esterni

Settore primario: agricoltura, allevamento, pesca, estrazione

Agricoltura ed allevamento hanno un peso marginale, e risentono di difficoltà di organizzazione. Nonostante alcuni risultati positivi, per esempio nella coltivazione di olivi, uva da vino ed ortaggi, l'Italia importa ancora molte derrate agricole. Nell'allevamento prevalgono ovini e caprini, specie sull'area appenninica; nelle regioni del Nord si allevano anche bovini e suini. Modesta è l'attività peschereccia. La parte settentrionale d'Italia produce principalmente grano, riso, mais, barbabietola da zucchero, soia, carne, latticini, mentre il sud è specializzato nella produzione di frutta, vegetali, olio d'oliva, vino, e frumento duro.

Anche se con la prevalenza di terreno montuoso non adatto per l'agricoltura, l'Italia ha una grande forza lavoro (1,4 milioni di euro) impiegata nell' agricoltura. La maggior parte delle aziende agricole sono piccole, con in media 7 ettari per azienda.

L'Italia ha scarse risorse minerarie, ed è anche un forte importatore di energia. Non ci sono importanti giacimenti di ferro, carbone e petrolio. L'estrazione di gas naturale, principalmente nella valle del Po e al largo del mar Adriatico, è recentemente aumentata e costituisce la risorsa mineraria principale del paese.

Settore secondario: industria, edilizia, artigianato

La forza dell'industria italiana consiste nella lavorazione e produzione di manufatti, principalmente in aziende medio-piccole di proprietà familiare. Le industrie meccaniche (auto, moto, macchine utensili, elettrodomestici),difesa(elicotteri,sistemi di difesa,armi leggere,blinmdati ecc ecc), chimiche (petrolio, gomma, farmaceutica), elettroniche, della moda, del tessile, del cuoio, del mobile ,costruzioni,cantieristico navale,energia,metallurgia e agroalimentare sono quelle più rilevanti per l'economia italiana. Le maggiori produzioni industriali sono situate in regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna.

Il Nord e il nord-ovest Italia hanno tradizionalmente costituito il nucleo dell'industria italiana. I benefici chiave includono: la facilità degli scambi commerciali con il resto d'Europa, la produzione di energia idroelettrica grazie alla presenza delle Alpi, e ampio terreno pianeggiante. Una delle più grandi industrie italiane la FIAT, per esempio, si trova a Torino. Negli ultimi vent'anni sono sorte attività industriali che hanno visto protagoniste prevalentemente imprese di media e piccola dimensione costituite in distretti industriali nel nord-est del paese, tale modello industriale ha visto una consistente diffusione lungo la dorsale adriatica, al punto da costituire una delle caratteristiche peculiari dell'economia italiana. Alcuni economisti tra cui Giacomo Becattini sono stati i pionieri nello studio della variegata realtà dei distretti industriali,che nel corso degli ultimi anni ha visto diversi tentativi di replicazione anche all'estero.[senza fonte]. L'industria pesa poco più del 32%; ma se da questa si escludono le attività legate alle costruzioni, la percentuale scende a circa il 28%. Attualmente l'industria italiana e' fortemente oriemtata nel settore motoristico(auto,moto,ricambi e accessori ),cantieristico navale(con imprese come Fincantieri(uno dei leader mondiali nella sua categoria),isotta fraschini motori,C.R.D.A.,ecc) ,chimico(Riva, Dalmine Spa,Acciaierie di Terni ecc),farmaceutico(Menarini,Artsana,Farmitalia ecc),energia( Eni,Enel,Terna,Sorgenia ecc),metallurgia,difesa(Finmeccanica, AgustaWestland,MBDA, OTO Melara,Fabbrica d'Armi Pietro Beretta ecc.) e agroalimentare.

L'Italia e' uno dei paesi leader nella produzione ed il desing di automobili e ciclomotori con imprese automobilistiche come ilGruppo Fiat,che include Alfa Romeo,Lancia,Fiat,Ferrari, Maseratied Ivecouno dei leader mondiali nella produzione di camion e tir.Il gruppo fiatcontrolla anche il gruppo CNH Global,Zastava,Tofaş,Sevel e Abarthe da non dimenticare anche gruppi come Lamborghini e Pagani. Per cio che concerne il settore dei motocicli ci sono imprese leader come Piaggio,Aprilia,Ducati,italjet,Cagiva,Garelli ecc

Settore terziario: servizi, finanza, turismo

Nel settore terziario, un ruolo di rilievo è svolto dal turismo: l'Italia accoglie molti visitatori, specie grazie al suo patrimonio artistico. Anche molti italiani si recano all'estero. Le altre attività terziarie sono importanti, ma non sempre sviluppate. Il commercio con l'estero si svolge in gran parte con il resto dell'Unione Europea, soprattutto con Francia e Germania; importanti sono anche gli scambi con la Cina e gli Stati Uniti.

Commercio estero

I rapporti commerciali più importanti dell'Italia sono con gli altri paesi dell 'Unione europea, con il quale effettua circa il 59% del totale degli scambi commerciali. Italia è il più grande partner commerciale dell'UE, i paesi in ordine di quota di mercato, sono: Germania (19%), Francia (13%) e i Paesi Bassi (6%).

Le principali esportazioni italiane sono nel campo alimentare, dell'abbigliamento, del lusso delle macchine, dell'arredamento e delle automobili. I più famosi alimenti italiani sono sono stati fatti conoscere al resto del mondo attraverso gli emigrati italiani, in particolare nel Regno Unito, Canada e Stati Uniti. Gli alimenti italiani includono una moltitudine di piatti di pasta (dal 1500), pizza (nata nel 1800 a Napoli), gelato, Prosciutto di Parma, riso, parmigiano e il vino. Le regioni dove si producono i più famosi vini italiani sono la toscana con il Chianti e il Piemonte con il Barolo.

Questa merce di qualità in cui l'Italia si è specializzata sono spesso di DOC. Questo certificato DOC, che viene attribuito dall'Unione europea, assicura che il luogo di tutto il processo produttivo sia riconosciuto. Questa certificazione è considerata importante da parte dei produttori e dei consumatori, al fine di evitare confusione con prodotti di bassa qualità prodotti in serie, ad esempio la Cambozola, in Germania l'imitazione della Gorgonzola.

L'Italia è conosciuta anche per le sue case di moda; Versace, Valentino, Fendi, Gucci, Prada, Cavalli, Sergio Rossi, Dolce & Gabbana, Benetton, Armani e altri.

Ferrari, Maserati Lamborghini, ma anche Alfa Romeo sono tutti nomi associati con il massimo della tecnologia nella produzione di auto. Il principale produttore italiano di automobili, la FIAT, ha una buona reputazione in Italia e all'estero[senza fonte]. Nel campo degli armamenti l'Italia e' l'8 paese per export di sistemi di difesa e armi e 2 per armi leggere) con multinazionali come finmeccanica, AgustaWestland (uno dei leader mondiali nella produzione di elicotteri), OTO Melara, Fabbrica d'Armi Pietro Beretta. Anche nel campo della cantieristica navale l'Italia ha il suo peso, con Imprese come Fincantieri (uno dei leader mondiali nella sua categoria), isotta fraschini motori, C.R.D.A.,ecc. L'¡export Italiano però opera anche in altri settori come la produzione di componentistica per auto e casa,uno dei leader mondiali nella produzione e esportazione di ciclomotori con imprese come Piaggio,Aprilia,Ducati,italjet,Cagiva,Garelli ecc ecc.L'Italia e' anche uno dei maggiori produttori nel campo della siderurgia,nel Tarantino ad esempio e' presente il piu grande impianto siderurgico d'Europa.Attualmente l'impresa Riva e' la 14*impresa a livello mondiale nella produzione di acciaio. L'export italiano copre anche settori come elettrodomestici per la casa con marche come Rex,smeg,indesit,ariete e san giorgioo nel campo dell'elettronica con imprese come ST Microelectronics. Attualmente l'Italia e' il 6 paese al mondo per volume dell'export.

Finanza pubblica

Il debito pubblico italiano ammonta a circa 1.650 miliardi di euro nel 2008, secondo i dati forniti dalla Banca d'Italia; tale cifra corrisponde al 103,7% del PIL italiano dello stesso anno. Le prospettive di un rientro del debito entro livelli prossimi a quelli della media europea (il rapporto debito / PIL di Francia e Germania è di circa il 60%) appaiono quindi molto difficili nel breve/medio periodo.

A partire dal 1992, la politica economica in Italia si è concentrata principalmente sulla riduzione dei disavanzi del bilancio delle amministrazioni pubbliche e nella riduzione del debito nazionale. I governi italiani che si sono succeduti si sono orientati su tagli alla spesa e adozione di nuove misure per aumentare le entrate. Dal 1991 al 2007 l'Italia ha goduto di un avanzo primario del bilancio, al netto dei pagamenti di interessi. Il disavanzo della pubblica amministrazione è sceso all'1,4% del PIL nel 2000, dal 7% nel 1995. L'Italia ha aderito all'Unione economica e monetaria dell'Unione europea (UEM) nel maggio 1998. Il debito pubblico, che era pari a circa il 124% del PIL nel 1995, è costantemente diminuito fino al 2002, ma da allora è di nuovo aumentato a causa della bassa crescita.

Per quanto riguarda l'inflazione, l'Italia è saldamente all'interno dei vincoli stabiliti dal trattato di Maastricht, un risultato importante per questa nazione storicamente incline all'inflazione. L'inflazione al consumo è scesa al 3,9% nel 1996 e all'1,7% nel 1999, ma è salita nuovamente al 2,5% nel 2000. Nel 1992 un accordo sugli adeguamenti salariali ha contribuito da allora a mantenere bassa la pressione salariale sull'inflazione. La rigida politica monetaria da parte della Banca d'Italia, inoltre, ha contribuito a mantenere basse le aspettative sull'inflazione. Nei primi anni 2000, la combinazione dell'introduzione dell'euro e del boom dei prezzi delle abitazioni è stata responsabile di un tasso d'inflazione ufficialmente vicino al 2,5%, ma popolarmente percepito come molto maggiore.

Lavoro

La disoccupazione ha raggiunto il 6% nel 2007, il suo livello più basso dal 1992. Purtoppo la situazione è particolarmente grave nel sud, dove la disoccupazione può superare il 15%. Le donne e i giovani presentano i più elevati tassi di disoccupazione. Negli anni passati, alcuni hanno sostenuto che il rigido mercato del lavoro è stato un disincentivo alla creazione di posti di lavoro. Dopo la decisione di una serie di misure impopolari riguardanti la flessibilità, l'occupazione è leggermente migliorata, ma vi sono stati numerosi casi di aziende che hanno abusato di queste misure in vari modi, al fine di costringere i dipendenti a lavorare più ore rispetto al consentito dalla legge, e di fornire posti di lavoro meno sicuri. È presente inoltre, una presenza significativa di economia sommersa, soprattutto nel Sud dove viene alimentata in parte dall'elevato tasso ufficiale di disoccupazione, assorbendo un numero sostanziale di persone, con bassi salari e senza nessun tipo di assistenza sociale e sicurezza.

I sindacati sostengono di rappresentare il 40% della forza lavoro. La maggior parte dei sindacati italiani sono raggruppati in tre grandi confederazioni: la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL), la Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) e l'Unione Italiana del Lavoro (UIL), che insieme comprendono il 35% della forza lavoro. Queste confederazioni in precedenza sono state associate con importanti partiti politici (rispettivamente il Partito comunista italiano, la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano), ma hanno formalmente chiuso tali legami. Al giorno d'oggi, questi tre sindacati spesso coordinano le loro posizioni prima di affrontare la gestione del governo. Queste tre principali confederazioni, hanno un importante ruolo consultivo a livello nazionale nelle questioni sociali ed economiche. I loro principali accordi raggiunti sono: una patto riguardante la moderazione salariale firmato nel 1993, una riforma del sistema pensionistico nel 1995, e un patto per l'occupazione, l'introduzione di misure per la flessibilità del mercato del lavoro in zone economicamente depresse, nel 1996. CGIL, CISL e UIL sono affiliati della FPCGIL. Dei tre sindacati, la CGIL è il più grande. La CGIL nel 2002 è stata capace da sola di organizzare una manifestazione con tre milioni di persone a Roma.

Le imprese italiane sono rappresentate dalla Confindustria, la principale organizzazione rappresentativa delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia.

licence GFDL - Cronologia - Noleggio barche Grecia

Ridurre
Leggere il seguito